Likemimagazine meets | Circolo Magnolia

Circolo Magnolia

Il Circolo Magnolia è ormai una vera istituzione milanese e noi abbiamo fatto una chiacchera con Nicholas e Stefano, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione.

Ed eccoci con un uovo appuntamento firmato Likemimagazine e Neubau Eyewear.
Fuori dalle vie della moda e dai quartieri del design, fuori dai nuovi centri cittadini frequentati da artisti e creativi c’è una Milano che sta crescendo valorizzando le sue periferie, un tempo luoghi dimenticati e ora sempre più incubatrici di realtà creative ed interessanti. Il Circolo Magnolia è uno dei punti di riferimento di questo processo: si trova fuori dai confini della città, all’interno del parco dell’Idroscalo, uno dei polmoni verdi di Milano, vicino ad un grande specchio d’acqua nato come pista per gli idrovolanti e ad un polo sportivo.

Sorge nei pressi di un lunapark che ricorda un po’ il Brighton Pier, è aperto tutto l’anno e ogni stagione rinnova i suoi spazi con nuovi palchi, soluzioni per l’ecosostenibilità. Ha una programmazione musicale ampissima ed eterogenea ed iniziative trasversali che spaziano fra cinema, arte e formazione. Se passate per Milano è senza dubbio uno dei “place to be”.

Circolo Magnolia

Abbiamo fatto una chiacchierata con Nicholas e Stefano, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Magnolia, fra i 30 volti protagonisti del progetto fotografico “Faces of Neubau“.

Fuori da Milano, ma al centro dell’Europa. Il Magnolia è fuori dai classici fulcri della nightlife milanese, eppure riesce ad essere, con il suo palinsesto e la qualità dell’offerta musicale e non solo, uno dei più internazionali fra i club di una Milano sempre più città europea. Quali sono secondo voi i fattori che ne hanno determinato l’affermazione?
La coerenza prima di tutto. Non abbiamo impostato il nostro progetto sul profitto ma attorno ad un’idea artistica. Il nostro status di associazione ci aiuta: ogni anno siamo obbligati a reinvestire i nostri ricavi all’interno del circolo. Questo significa rinnovamento continuo delle strutture, attrezzature sempre all’avanguardia, nuove attrazioni e possibilità per i nostri utenti e per gli artisti che vengono a suonare al Magnolia. Possiamo inoltre permetterci di mettere nel nostro palinsesto serate e musicisti che potrebbero non andare subito benissimo ma che ci permettono di ampliare la nostra offerta, raggiungere diverse nicchie e stringere rapporti personali con artisti che potrebbero in seguito esplodere e tornare da noi anche quando saranno al top, nonostante il nostro locale non abbia la capienza di uno stadio. Quest’anno abbiamo costruito un nuovo main stage per gli eventi estivi all’aperto, abbiamo ampliato la nostra offerta culinaria e puntiamo ad investire ancora di più nella qualità del beverage.

Tante città, europee e non solo, stanno costruendo i loro centri artistici e culturali attraverso la rivalutazione delle periferie e delle vecchie zone industriali. Milano non fa eccezione e il Magnolia può esserne un esempio. Quali sono i quartieri e le città che vi hanno più ispirato -se ci sono- per la costruzione e l’evoluzione del circolo?
Più che a città o quartieri, la nostra ispirazione sono i grandi festival musicali europei, che a ben guardare si svolgono tutti in piccoli paesini, non nei grandi centri urbani. Ecco, noi vogliamo ricreare quell’atmosfera da paesello, con musica, relax, buon cibo, installazioni artistiche, sport e divertimento. In questa direzione vanno le nostre proposte, che non si fermano all’esibizione musicale ne al solo spazio temporale della nightlife.

Il palinsesto musicale del Magnolia è molto fitto ed eterogeneo, sia in estate che in inverno. Quali sono le esibizioni degli ultimi anni di cui andate più fieri?
Sarebbe facile rispondere con i grandi nomi. Abbiamo avuto gli Editors, Flume, Caribou per dirne alcuni fra i più recenti. In realtà ciò che ci rende più fieri è il rapporto che siamo riusciti a stabilire con artisti che nel tempo, anche diventando più grandi in termini di seguito hanno scelto di tornare al Magnolia ad esibirsi, a discapito di strutture più capienti e remunerative per loro. Dub FX, 2ManyDJs o Fritz Kalkbrenner per fare degli esempi. Come si diceva prima, abbiamo puntato molto sulla qualità delle strutture, delle attrezzature e degli ambienti. Quando un musicista viene da noi sa che non avrà problemi tecnici e si troverà sempre bene. Questo si riflette anche sul pubblico, per la qualità dell’esibizione e della resa sonora.

Circolo Magnolia

Pannelli solari, attenzione al riciclo, un bosco in città. Oltre che un circolo il Magnolia sembra una vera e propria oasi cittadina. L’attenzione all’ambiente oltre che una scelta per voi è un’esigenza? Come vedete che reagiscono i giovani alle vostre scelte in fatto di sostenibilità?
Il fatto di dover continuamente reinvestire i nostri ricavi in quanto associazione ci permette di indirizzare le risorse dove riteniamo più utile per crescere e migliorarci. Sicuramente essere ad impatto zero sull’ambiente è uno dei nostri obiettivi e il grosso investimento che abbiamo fatto negli ultimi anni per l’installazione dei pannelli solari e del sistema di scambio di calore con le acque dell’Idroscalo ne è una prova. Probabilmente nel day-by-day è difficile notare un apprezzamento da parte dei nostri clienti per quanto riguarda questo tipo di scelte. Ma quando abbiamo fatto crowdfunding per sostenere l’acquisto dei pannelli abbiamo raccolto una cifra assolutamente oltre ogni aspettativa, con donazioni singole di diverse centinaia di euro, anche da parte di artisti che non hanno mai suonato al Magnolia. Questo ci fa capire quanto la coerenza e l’impegno di cui parlavamo prima siano delle chiavi insostituibili per entrare nel cuore e nella memoria delle persone.

Fra cinema d’estate, sagre paesane e gare di corsa, il Magnolia non si nutre di sola musica. Quali sono i vostri prossimi obiettivi e nuovi orizzonti da esplorare?
2 anni fa abbiamo cominciato un percorso di diversificazione della nostra offerta, proprio per abbracciare sempre di più quel modello di festival europeo a cui ci ispiriamo. Il cinema all’aperto è stato un progetto ben riuscito (nonostante la vicinanza con l’aeroporto di Linate). Abbiamo organizzato un festival musicale per bambini, con musicisti, insegnanti e strumenti a disposizione e il suo grande successo ci ha stupito e gratificato. Un’altra iniziativa fantastica che ha avuto un successo oltre le aspettative è stato il corso di musica per Game Boy che abbiamo ospitato quest’anno, davvero fantastico. Per il futuro stiamo lavorando per portare un concerto nel parco con un giovane celebre pianista, ci piacerebbe farlo all’alba, ispirandoci un po’ ai Suoni delle Dolomiti. Vogliamo spingerci poi ancora più oltre con l’offerta food&beverage di ogni giorno, alzando la qualità e ampliando sempre di più l’offerta. Siamo in Italia, il cibo è cultura e ci piace.

Facciamo un gioco. Escludendo Milano, da tempo in fermento e sempre più capitale della creatività, in quale città aprireste un nuovo Circolo Magnolia?
[Nicholas]: Sicuramente dovrebbe essere una città piccola e universitaria, perchè è indubbio che i giovani e le università siano il motore fondamentale del movimento. Se dovessi scegliere direi Granada che mi piace molto e ha la giusta dimensione. Il sud dell’Europa si presta bene, ma anche l’estremo nord, dove si investe molto in cultura.[Stefano]: D’accordo con Nicholas ma aggiungo anche Tel Aviv. Molto ricca di opportunità, sempre in movimento e con paesaggi suggestivi.

Il prossimo evento a cui vorreste partecipare voi, fuori dal Magnolia.
Entrambi non siamo mai stati al Primavera Sound e ci piacerebbe molto, potrebbe essere una bella ispirazione.

C’è un’attrazione che rubereste alle giostre dell’Idroscalo?
Nessun dubbio: la ruota panoramica! Ma non ditelo ai giostrai…

Circolo MagnoliaImages copyright: courtesy Circolo Magnolia

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