Likemimagazine meets | Le Cannibale

Le Cannibale

Fondato nel 2011 da Marco Greco e Albert Hofer, Le Cannibale è un progetto che ha scritto una pagina importante della storia del clubbing milanese.

Le Cannibale negli anni ha ideato e prodotto eventi e format di un’ecletticità unica, incontrando il grande favore del pubblico. Quali? Vediamoli nel dettaglio.
Wunder Mrkt, un mercato di manufattura a cadenza mensile di grande successo, Kafka, il brand di party privati e segreti in location non convenzionali, Reverso, festival dedicato alla storia e alle radici della musica disco, il Phifest, festival internazionale di fotografia, e preso parte a progetti quali Sonido Classics, festival dedicato alle arti e alle musiche delle periferie del mondo.

Oltre 350 eventi negli ultimi cinque anni hanno portato il team de Le Cannibale a Berlino e a Firenze, oltre a one shot in Spagna, sulle piste sciistiche di Sestriere, a Napoli, Roma, Pavia e Torino e alla collaborazione con brand come Adidas, Nike, Tommy Hilfiger, Replay, Serapian, Eastpak e con istituzioni culturali del calibro de La Triennale di Milano.

Abbiamo intervistato Albert Hofer e Marco Greco, cercando di carpire segreti, modi e ispirazioni di un’organizzazione così creativa.

Le Cannibale

Milano, Roma, Firenze, Berlino. Il vostro lavoro viaggia per città che fanno di arte, architettura e creatività la propria cifra stilistica. Un caso dettato dai soli numeri o una precisa scelta artistica?

Marco: Non è un caso e allo stesso tempo non è nemmeno una vera e propria scelta. É spesso la città che sceglie noi, è il suo particolare humus culturale che fa sì che i nostri progetti siano capiti ed apprezzati. Queste città sono vivaci, accoglienti, aperte verso il mondo e di conseguenza sono il perfetto contesto in cui possiamo immaginare di fare impresa culturale. Ogni nostro progetto è pensato tenendo conto del contesto culturale e sociale che lo circonda.

I vostri progetti partono dalla musica e costruiscono attorno all’esibizione musicale veri e propri show e performance artistiche. Quanto è importante coinvolgere e allo stesso tempo interessare il pubblico con forme nuove di intrattenimento creativo?

Albert: Ci sono molte opportunità che ruotano attorno al nostro ambito di lavoro e -se ha senso- ci piace coglierle. Non facciamo quasi mai qualcosa per il gusto di farlo ma, quando possiamo ricavare un plusvalore da una proposta più complessa, siamo convinti che ne valga la pena. Molti DJ e produttori del nostro mondo hanno ampliato il concetto di show includendo il light-design, una dimensione visiva, ecc… In alcuni casi si assiste ad un vero e proprio step-forward delle performance in questione (Sohn, Tycho, per citare due show da noi prodotti in passato), in altri casi invece si tratta di una moda momentanea che poco aggiunge al prodotto. É bello pensare di poter lavorare a 360 gradi in ambito musicale: quello che serve è un’ulteriore crescita degli addetti ai lavori che permetta di accompagnare questa transizione verso nuove frontiere di intrattenimento.

Le Cannibale

Come scegliete i vostri performer, che siano DJ o artisti?

Albert: La scelta si basa su criteri abbastanza rigidi e su valutazioni piuttosto ovvie e, dunque, generalmente condivise. Il prodotto offerto deve essere attuale oppure di grande valore. Deve interessare. Serve assolutamente che ci si possa sviluppare sopra un lavoro ulteriore; ciascuno show necessita di una spinta in comunicazione e produzione da parte nostra. Infine, deve essere sostenibile: questo significa non produrre quello che ci piace ma quello che ha senso e può funzionare. Concretamente questo significa non portare talvolta artisti che ci piacciono molto, preferendo altri più acerbi, ma quasi mai proponiamo prodotti su cui abbiamo dubbi di alcun genere. Il nostro lavoro richiede comunque una forte impronta di direzione artistica, oltre ad una visione attenta del contesto in cui operiamo.

In molte capitali europee zone che erano prima periferiche ed industriali si stanno trasformando (o lo hanno già fatto) nei centri creativi e culturali delle città. Quali più vi hanno colpito e vi ispirano?

Marco: Lo sviluppo delle periferie o la cultura e gli spazi di aggregazione come soluzione per la riqualifica dei quartieri sono temi centrali e molto attuali nello sviluppo delle grandi città europee. Ogni città e ogni paese hanno le loro storie e peculiarità. Amo il costante dinamismo di Dalston a Londra, l’incredibile contemporaneità di Williamsburg a New York, i negozi vintage e di design di Sodermalm a Stoccolma, il fascino instancabile del Canal St. Martin a Parigi e i suoi bar, la movida del quartiere Malasana a Madrid, la street art e la sperimentazione culturale del Mission District di San Francisco e molti altri.

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Quali sono secondo voi, dopo Milano, le città italiane dove c’è più fermento e si può trarre più ispirazione?

Marco: Conosco poco approfonditamente le realtà delle altre città italiane, e me ne dolgo. Vedo Torino risplendere grazie ad anni di illuminate amministrazioni, proiettata costantemente verso il futuro e l’Europa. Guardo sempre curioso e affascinato la vita culturale romana e amo sorprendermi nel constatare la continua nascita di nuovi festival in centri minori nel meridione, spesso frutto dell’intraprendenza privata e dell’imprenditoria locale che con passione e con sana incoscienza scommette sulla musica, sulla cultura e sul proprio territorio.

Qual è stata la città che più si è adattata al format Le Cannibale, e qual è la prossima in cui vorreste lavorare?

Albert: Madrid ci accolse benissimo. Abbiamo passato sempre bellissime serate nella capitale spagnola, sono viaggi che ricordiamo con piacere dove ci siamo trovati affascinati dal contesto cittadino, dove abbiamo legato con i club che ci hanno ospitati e dove -in generale- ci siamo sentiti in armonia con la realtà locale. Vorrei tornarci presto! Sogno poi di ripetere Le Cannibale a Roma, dove abbiamo fatto due date bellissime e mi piacerebbe tantissimo portare il nostro prodotto a Londra o Mexico City, non so come funzioneremmo nella seconda ma per certo sarebbe una esperienza stupenda fare questo viaggio con il nostro staff.

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Wunder Mrkt è forse l’esempio più evidente di come la creatività stia rivoluzionando il modo di vedere cose e oggetti, reinventandone l’utilizzo. Cosa vi ha più colpito fra i banchetti dei mercatini in questi anni?

Marco: Wunder Mrkt è un progetto costantemente in divenire. Anche se di grandissimo successo esso è in continuo cambiamento. Così come lo è la scelta degli espositori che di volta in volta selezioniamo per i nostri mercati. Più che qualcosa che materialmente  mi colpisce, amo sorprendermi per l’entusiasmo con cui molti degli espositori si rapportano a questo lavoro. Ne rimango contagiato ed è bello ritrovarlo in persone di tutte le età.

Le Cannibale “è impulso, istinto, poesia. Un bacio che diventa morso”. Da dove nasce questo manifesto?

Albert: Le Cannibale è un pugno di velluto in un guanto di ferro – se mi perdoni il gioco di parole. É un party che si presenta aggressivamente, con una forte personalità ma che non vuole essere parte di una nicchia, anzi pensa di poter ospitare persone molto diverse fra loro, anagraficamente e a livello di background. Abbiamo sempre tentato di non rivolgerci solo a chi già ci segue ma anche a chi potenzialmente deve ancora incontrarci. Le rotte future è meglio non definirle prima, per perdersi alla deriva e scoprire luoghi sconosciuti.

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