The Semicolon Project | un punto e virgola per la vita

Untitled design

The Semicolon Project è una campagna internazionale volta a sensibilizzare gli animi riguardo alle malattie mentali.

Negli ultimi giorni tantissime foto di tatuaggi che raffigurano un punto e virgola stanno invadendo i Social Network. Disegnato sul polso, sul collo o in altre parti del corpo, questo segno di punteggiatura sta letteralmente spopolando, tant’è che molti si chiedono quale sia il suo significato. A differenza di come alcuni potranno aver pensato non si tratta di una rivolta dei difensori della grammatica, bensì di un progetto no profit che riguarda le malattie mentali.

The Semicolon Project è stato fondato nel marzo del 2013 per stimolare maggiore consapevolezza nei confronti della salute mentale.
A prendere l’iniziativa sono stati due ragazzi, Charlee Chandler e Matthew Wills, che dovendo affrontare in prima persona problemi di salute mentale si sono resi conto che i servizi disponibili per persone al di sopra dei 18 anni sono troppo pochi o troppo cari.
Charlee e Matthew hanno quindi cercato un modo per sensibilizzare sia l’opinione pubblica che le autorità sanitarie affinché prendano coscienza del numero sempre crescente di malattie di questo tipo e della scarsità di strutture e servizi atti ad aiutare le persone che ne sono affette. The Semicolon Project cerca di smuovere gli animi affinché si aprano gli occhi su malattie, come depressione e ansia, ormai sempre più diffuse e che troppo spesso sfociano nell’autolesionismo o peggio ancora nel suicidio.

In letteratura un autore utilizza il punto e virgola quando dovrebbe terminare una frase ma decide di non farlo. In questo caso gli autori siamo noi e la frase è la nostra vita.
Servendosi di questa metafora i fautori del progetto hanno quindi invitato tutte le persone che in passato hanno sofferto di queste malattie, o che hanno avuto pensieri suicidi, a disegnarsi o tatuarsi sulla pelle un punto e virgola come simbolo di qualcosa che sembrava dovesse terminare e che invece, per fortuna, continua.
Tutti coloro che hanno deciso di partecipare sono stati anche esortati a pubblicare le foto dei loro tattoo sui vari Social Network, corredate dalla propria storia.

Questo piccolo ma importante disegno sulla propria pelle deve fungere da monito per se stessi e per gli altri: siamo noi gli autori della nostra vita e non si deve scegliere di farla finire.

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