Le pietre surrealiste di Hirotoshi Ito

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Lo scultore Hirotoshi Ito trasforma comuni sassi di fiume in un materiale vivo e malleabile, tanto da poter essere “plasmato” e diventare opera d’arte.

Nell’immaginario collettivo la pietra è considerata una materia dura, fredda e poco lavorabile: Hirotoshi Ito ribalta questa concezione rivalutando il potenziale di un materiale finora poco considerato in ambito artistico. La sua genialità consiste nel saper leggere nella forma delle pietre una carica ironica da cui trarre ispirazione per la successiva trasformazione in opera d’arte.

Dopo aver raccolto le pietre dal letto del fiume Azusa, nella provincia giapponese di Nagano, lo scultore le combina con altri materiali poco usuali in modo da creare effetti illusori così realistici da ingannare le percezioni tattili e visive dell’osservatore.
Nato in una famiglia di scalpellini, Ito ha imparato tutti i segreti della lavorazione della pietra, del granito e del marmo che, combinati con elementi inediti (monete, cerniere, circuiti, bijoux, conchiglie), si trasformano in sculture ironiche e spiazzanti. E, per ottenere un effetto davvero “shock”, Ito introduce spesso elementi antropomorfi nelle sue opere, come finti occhi e denti, che fanno letteralmente “prendere vita” alle creazioni.

Le audaci sculture di Hirotoshi Ito, che richiamano il surrealismo di Magritte e Dalí, stanno facendo il giro del mondo: sul web l’artista è già una celebrità.

 

 

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