Pif | dalla tv al cinema

La mafia uccide solo d'estate

Dopo anni di televisione Pif arriva al cinema con il suo primo film, La mafia uccide solo d’estate.

Lo abbiamo conosciuto grazie a Le Iene, quando interpretava un milanese a Palermo. Poi lo abbiamo ritrovato su Mtv, dove, con il suo programma Il Testimone, dal 2007 racconta i dettagli della vita quotidiana di personaggi legati a sport, politica, spettacolo.

Eppure non tutti sanno che Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, nel 1998 ha partecipato insieme a Franco Zeffirelli alla produzione di Un tè con Mussolini, e che due anni dopo ha assistito Marco Tullio Giordana nel celebre I cento passi. Non deve quindi sorprendere se l’ex iena è tornata al suo primo amore, il cinema, questa volta da regista e attore con La mafia uccide solo d’estate.

Il film, presentato in concorso al Festival di Torino, dove ha vinto il premio del pubblico, è nelle sale italiane da giovedì 28 novembre, distribuito da 01 Distribution. Protagonista Arturo, un bambino palermitano che sogna di fare il giornalista e di conquistare Flora, la sua compagna di classe. Crescendo nella città siciliana il ragazzino dovrà presto fare i conti con la mafia, e con troppi dei morti di Cosa Nostra: Boris Giuliano, il generale Dalla Chiesa, i giudici Chinnici, Falcone e Borsellino.
Sicuramente molti di voi si staranno chiedendo se fosse davvero necessario un altro film sulla mafia, in un Paese come il nostro dove non sono mai mancate né fiction né lungometraggi dedicati a questo argomento. Eppure Pif ci regala un punto di vista completamente nuovo: quello di una persona semplice, che non solo dimostra che il protagonista non sempre muore, ma che della mafia si può anche ridere. Eppure nonostante le risate che riempiono la sala, un tema del genere non viene mai sminuito, e sullo schermo si susseguono gli eventi più tragici della storia contemporanea italiana, grazie a citazioni e all’inserimento di filmati di repertorio.

Ma Pif non si è limitato solo a raccontare quello che è successo, e che ancora succede, in Sicilia, scegliendo di girare il film a Palermo, il regista ha anche deciso di cercare di combattere il fenomeno nel suo piccolo: sin dall’inizio delle riprese, infatti, Pif si è affidato all’associazione Addiopizzo (cui aveva già dedicato una puntata de Il Testimone), che raccoglie 800 esercenti che dicono no alle estorsioni.

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