La mania dell’ordine di Ursus Wehrli

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Rimettere in ordine l’arte. O addirittura spingersi oltre e rendere l’ordine stesso una forma d’arte. É con queste intenzioni che l’artista svizzero Ursus Wehrli combatte la sua personalissima battaglia contro il disordine contemporaneo.

Nasce così l’idea del suo primo lavoro, Tidying Up Art (2003), un volume dove vengono rivoluzionati, nel loro assetto cromatico e spaziale, capolavori della pittura classica, moderna e contemporanea. Dalle mele di Magritte rimesse in ordine ai cubi colorati di Paul Klee impilati secondo razionalità cromatica, Ursus Wehrli decostruisce e ricostruisce l’arte di ogni tempo, aprendo una riflessione che, traendo spunto dall’ironia, si muove allo stesso tempo in direzione di una critica ben precisa al ritmo della nostra epoca, in una società che non ha tempo per la creatività pura, dove diventa necessario piegare ogni forma di inventiva a uno schema lineare, chiaro, ordinato. 

A questa considerazione è possibile far risalire anche l’ultimo progetto di Ursus Wehrli, The Art of Clean Up: una serie di fotografie dove l’artista ridisegna scene di vita quotidiana, ordinando parcheggi in coerenze di colori, bambini che giocano sulla sabbia, uomini e donne in un parco, una tazza di frutta, un cielo stellato.

Ogni cosa ritorna così a una geometria visiva razionale e immediata, in un gioco di scomposizioni che è in realtà un modo per comprendere, con grande impatto, quanto sia impossibile legare l’individuo a una serie di azioni dall’ordine perfetto e quanto, dunque, l’individuo debba muoversi agilmente nella confusione della società.

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